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Oggi stai bene… Ma la tua alimentazione ti dà abbastanza Omega-3? Scopri il ruolo di EPA e DHA nel benessere quotidiano

🧬Punti chiave dell'articolo:

- Gli Omega-3 sono una famiglia di acidi grassi polinsaturi che comprende ALA, EPA e DHA, presenti in alimenti di origine vegetale e marina.
- ALA, EPA e DHA non sono intercambiabili: l'ALA si trova soprattutto in noci, semi di lino e chia, mentre EPA e DHA sono presenti soprattutto nel pesce e nelle altre fonti marine.
- L'organismo può trasformare una parte dell'ALA in EPA e DHA, ma questa conversione è limitata.
- EPA e DHA hanno un ruolo riconosciuto nel normale funzionamento dell'organismo: secondo i claim sulla salute autorizzati nell'Unione Europea, contribuiscono alla normale funzione cardiaca, mentre il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale e della normale capacità visiva.
- Gli Omega-3 non sono una soluzione miracolosa: il benessere dipende dall'insieme delle abitudini alimentari e dello stile di vita.
- Tra le principali fonti alimentari di EPA e DHA troviamo sardine, sgombro, aringa e salmone; noci, semi di lino e semi di chia sono invece fonti di ALA.
- Inserire regolarmente determinati alimenti nella propria routine può essere difficile, soprattutto quando lavoro, impegni e poco tempo rendono più complicata la pianificazione dei pasti.
- Quando è difficile assumere regolarmente EPA e DHA attraverso l'alimentazione, un integratore può essere preso in considerazione come complemento alla dieta, quando appropriato.
- Nella scelta di un integratore è utile valutare la quantità di EPA e DHA per dose, la fonte degli Omega-3, la qualità e la provenienza della materia prima e la forma in cui sono presenti, che può influenzarne la biodisponibilità.
- Nutrimaris utilizza olio di caviale di aringa norvegese come fonte marina di Omega-3 e fornisce EPA e DHA in forma fosfolipidica.
- L'obiettivo non è cercare soluzioni perfette, ma costruire piccole abitudini alimentari sostenibili nel tempo, inserendo gli Omega-3 in modo consapevole nella propria routine.

Se oggi stai bene, probabilmente non ti capita di chiederti quanti Omega-3 assumi…

D’altronde, perché dovresti, se non hai particolari disturbi e la tua alimentazione ti sembra nella norma?

Eppure, prendersi cura della propria alimentazione non significa aspettare che qualcosa non vada. 

Significa anche fermarsi ogni tanto e guardare alle proprie abitudini: mangio in modo abbastanza vario? Ci sono alcuni nutrienti che tendo a trascurare?

Gli Omega-3 rientrano proprio in questo tipo di riflessione. Sono una famiglia di acidi grassi polinsaturi che comprende ALA, EPA e DHA. E tra questi, EPA e DHA sono particolarmente interessanti per il loro ruolo nel normale funzionamento dell’organismo.

Ma cosa sono esattamente? Dove possiamo trovarli? 

E soprattutto: se stiamo bene, perché dovremmo interessarci ai possibili benefici degli Omega-3?

Omega-3: cosa sono e perché EPA e DHA sono così importanti?

Quando diciamo “Omega-3” parliamo di una famiglia di acidi grassi, non di una sola sostanza.

E questa distinzione è importante, perché ALA, EPA e DHA non sono la stessa cosa e non provengono necessariamente dagli stessi alimenti.

ALA, EPA e DHA: tutti Omega-3, ma non sono intercambiabili!

L’ALA (acido alfa-linolenico) si trova soprattutto negli alimenti di origine vegetale, come noci, semi di lino e semi di chia.

EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), invece, sono presenti soprattutto nelle fonti marine: salmone, sgombro, sardine e aringa, per fare alcuni esempi.

Il nostro organismo è in grado di trasformare una parte dell’ALA in EPA e DHA, ma questa conversione è limitata. 

Ecco perché, quando si parla di assumere direttamente EPA e DHA, gli alimenti di origine marina hanno un ruolo particolare.

Insomma, non basta sapere che un alimento “contiene Omega-3”. È utile anche capire quale tipo di Omega-3 ci sta fornendo.

EPA e DHA: qual è il loro ruolo?

EPA e DHA sono tra gli Omega-3 più studiati e il loro ruolo è riconosciuto anche dalla normativa europea attraverso specifici claim sulla salute autorizzati.

Secondo il claim autorizzato, EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca, con un’assunzione giornaliera di almeno 250 mg di EPA e DHA complessivamente.

Per il DHA ci sono inoltre due claim specifici: contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale e al mantenimento della normale capacità visiva, sempre se assunto nella dose minima di 250 mg al giorno.

Sono parole precise e bisogna considerarle tali: non significa che gli Omega-3 prevengano problemi neurologici o che possano curare una determinata condizione, ma sono nutrienti che possono avere un posto importante all’interno di un’alimentazione equilibrata.

 

Omega-3-differenza-tra-ALA-EPA-DHA

Ma se sto bene, perché dovrei preoccuparmi degli Omega-3?

È una domanda più che legittima.

Se ti senti bene, mangi abbastanza normalmente e non hai particolari problemi, perché dovresti metterti a pensare agli Omega-3?

Beh… sentirsi bene è ovviamente una buona cosa. Ma non basta a raccontarci quanto sia varia la nostra alimentazione e se stiamo assumendo con regolarità determinati nutrienti.

Prova a pensare alla tua settimana: quanto spesso mangi pesce? E quando lo fai, scegli anche varietà naturalmente ricche di EPA e DHA?

Non c’è bisogno di trasformare queste domande in una specie di esame, ma possono essere un modo per guardare un po’ più da vicino alle proprie abitudini.

Perché in nutrizione non tutto si misura da quello che percepiamo nell’immediato. Alcune scelte hanno valore proprio quando diventano parte della nostra routine.

Certo, gli Omega-3 non sono una soluzione magica…

La nostra salute e il nostro benessere dipendono da tanti fattori: cosa mangiamo nel complesso, quanto ci muoviamo, come dormiamo, quanto siamo sotto stress e quanto riusciamo a mantenere abitudini che ci fanno stare bene.

Gli Omega-3 non possono compensare da soli un’alimentazione poco equilibrata, ma sono uno dei tasselli.

Dove trovare gli Omega-3 nella tua alimentazione?

Pesce, noci, semi… quali sono le fonti di Omega-3?

Se parliamo di EPA e DHA, tra le fonti alimentari più interessanti troviamo diversi pesci ricchi di grassi, come:

  • sardine;
  • sgombro;
  • aringa;
  • salmone.

Dunque, se mangi regolarmente queste varietà di pesce, hai già una fonte alimentare di EPA e DHA.

Per l’ALA, invece, possiamo guardare soprattutto al mondo vegetale: noci, semi di lino, semi di chia e alcuni oli vegetali ne sono buone fonti.

Il difficile, spesso, è farli entrare davvero nella routine.

Sapere quali sono gli alimenti che contengono Omega-3 è una cosa. Mangiarli con una certa regolarità è un’altra...

Magari sai benissimo che il pesce dovrebbe comparire più spesso sulla tua tavola, ma poi arriva una settimana piena di lavoro, salti la spesa, hai poco tempo per cucinare e alla fine prepari sempre le stesse due o tre cose.

Succede. La vita reale non è sempre organizzata come una tabella nutrizionale perfetta.

È proprio qui che il discorso sulle abitudini diventa interessante: non conta solo sapere cosa sarebbe utile fare, ma trovare un modo per farlo che sia davvero compatibile con la propria vita.

C’è un modo semplice per inserire più spesso il pesce nella tua alimentazione?

Ma, soprattutto, la tua alimentazione è abbastanza variegata?

Perché non esiste un alimento che possa fornirci tutto ciò di cui abbiamo bisogno: al di là degli omega-3, variare le fonti alimentari significa dare al nostro organismo la possibilità di ricevere nutrienti diversi.

E se non riesco a mantenere le buone abitudini alimentari?

Se per motivi pratici fai fatica ad assumere regolarmente EPA e DHA attraverso l’alimentazione, un integratore può essere preso in considerazione come complemento alla dieta, quando appropriato.

Cosa guardare se scegli un integratore

Non fermarti alla scritta generica “Omega-3” sulla confezione.

È utile controllare soprattutto:

  • Quantità di EPA e DHA fornita dalla dose giornaliera indicata;
  • Da quale fonte provengono gli Omega-3 (olio di Krill o di Caviale, per esempio, sono ottime fonti);
  • La forma in cui sono presenti gli Omega-3, un aspetto che può influenzare la loro biodisponibilità, cioè la quantità che l’organismo riesce effettivamente ad assorbire e utilizzare; 

Quindi non conta soltanto quanto Omega-3 è scritto in etichetta, ma anche la forma chimica in cui viene fornito e le caratteristiche complessive del prodotto. 

Questo perché la ricerca ha evidenziato differenze di assorbimento tra le diverse forme di Omega-3.

Nutrimaris, per esempio, utilizza olio di caviale di aringa norvegese, una fonte marina naturalmente ricca di Omega-3, e fornisce EPA e DHA in una forma fosfolipidica che ne accompagna l'assunzione.

Il benessere non si costruisce tutto in una volta

Prendersi cura della propria alimentazione non significa cercare di prevedere come staremo tra dieci o vent'anni, ma fare da oggi delle scelte che abbiano senso per noi e che possano darci dei benefici nel tempo.

Non devi cambiare tutto da lunedì.

A volte può bastare fare un po’ più di attenzione a quello che metti nel piatto, riscoprire un alimento che avevi trascurato o trovare una soluzione semplice per quei nutrienti che fai più fatica a inserire con regolarità.

EPA e DHA hanno un ruolo riconosciuto nel normale funzionamento dell’organismo e possono essere introdotti attraverso gli alimenti oppure, quando necessario e appropriato, attraverso un integratore.

Scopri Nutrimaris e scegli un modo semplice per integrare EPA e DHA nella tua giornata, con olio di caviale di aringa norvegese come fonte di Omega-3.

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