Perché dopo le vacanze facciamo fatica a concentrarci? - Nutrimaris

Perché dopo le vacanze facciamo fatica a concentrarci?

🧬Punti chiave dell'articolo:

- Dopo le vacanze è comune sentirsi più stanchi mentalmente e fare più fatica a concentrarsi: il cervello deve adattarsi nuovamente ai ritmi della routine.
- Il brain fog, o “nebbia mentale”, descrive una sensazione di minore lucidità, difficoltà di concentrazione o maggiore fatica nel recuperare le informazioni.
- Sonno irregolare, stress, stanchezza e cambiamenti nella routine possono influenzare attenzione, memoria e funzioni cognitive.
- Il rientro al lavoro può aumentare lo stress da rientro, rendendo più difficile mantenere l'attenzione su una sola attività.
- La sensazione di avere il “cervello lento” non significa necessariamente un peggioramento delle capacità cognitive: può essere legata a stanchezza o mancanza di sonno.
- Per ritrovare la concentrazione può essere utile riprendere gradualmente i ritmi, dormire regolarmente, limitare le distrazioni, fare pause e tornare a muoversi.
- Anche l'alimentazione contribuisce al normale funzionamento dell'organismo: tra i nutrienti studiati per il cervello ci sono gli Omega-3 e in particolare il DHA.
- Il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale quando assunto quotidianamente nella quantità prevista dal relativo claim autorizzato.
- Una difficoltà di concentrazione persistente o associata ad altri sintomi non dovrebbe essere attribuita automaticamente al rientro dalle vacanze: è opportuno parlarne con il proprio medico.
- Il ritorno alla routine non richiede di “ricominciare da zero”: spesso il cervello ha semplicemente bisogno di qualche giorno per ritrovare il proprio ritmo.

Sei tornato al lavoro dopo le vacanze, hai acceso il computer e dopo le prime due e-mail ti accorgi di già di aver perso il filo.

Inizi un'attività, poi ne apri un'altra, poi arriva una notifica e, cinque minuti dopo, non ricordi più cosa stavi facendo.

E magari ti senti anche stranamente stanco. Eppure hai appena trascorso qualche giorno di vacanza…

Ti è mai successo?

Si parla spesso di brain fog, stanchezza mentale o difficoltà di concentrazione. 

E il rientro dalle vacanze può mettere insieme diversi di questi fattori contemporaneamente. Quella sensazione di avere la testa un po' “impastata” è piuttosto comune. 

Allora vediamo cosa succede al nostro cervello quando torniamo alla routine…

Perché dopo le vacanze ci sentiamo mentalmente stanchi?

Durante le vacanze cambiano tante piccole cose: vai a dormire più tardi, ti svegli senza sveglia, mangi a orari diversi e trascorri molto più tempo all'aperto.

Oppure fai l'esatto contrario: riempi le giornate di escursioni, viaggi, visite e attività e alla fine arrivi a sera distrutto.

In entrambi i casi, la routine è diversa.

Poi arriva il rientro.

La sveglia torna a suonare alle 7, ricominciano gli orari da rispettare e in poche ore ci ritroviamo a dover gestire tutte quelle attività che avevamo lasciato in sospeso.

Il cervello deve semplicemente cambiare ritmo.

E questo passaggio può farsi sentire. Possiamo avere più difficoltà a concentrarci, sentirci meno lucidi oppure fare più fatica a passare rapidamente da un'attività all'altra.

Non è detto che ci sia qualcosa che non va, a volte abbiamo semplicemente bisogno di qualche giorno per ritrovare il nostro ritmo.

Perché facciamo più fatica a concentrarci?

Concentrarsi sembra un gesto automatico, ma non lo è affatto.

Quando lavoriamo su un'attività dobbiamo mantenere l'attenzione, filtrare le distrazioni, ricordare le informazioni che ci servono e decidere continuamente cosa fare dopo.

E tutto questo richiede risorse.

Durante le vacanze, probabilmente, non chiediamo al cervello di fare lo stesso tipo di lavoro per otto ore consecutive.

È un po' come tornare a correre dopo una pausa: sai ancora correre, ma i primi chilometri possono sembrarti più faticosi.

Lo stesso può succedere quando torniamo a chiedere al cervello un livello elevato di attenzione.

Brain fog: cos'è quella sensazione di nebbia mentale?

C'è una parola che negli ultimi anni è entrata sempre più nel linguaggio comune: brain fog

Letteralmente significa “nebbia mentale”. Non è una diagnosi medica, ma un'espressione utilizzata per descrivere quella sensazione in cui facciamo più fatica del solito a pensare con chiarezza, concentrarci o recuperare rapidamente un'informazione.

Ti capita di dimenticare perché sei entrato in una stanza? Di leggere una frase e doverla rileggere? Di avere una parola sulla punta della lingua e non riuscire proprio a ricordarla?

Sono sensazioni che possono avere molte cause: sonno, stress, ritmi irregolari e stanchezza possono tutti influenzare il modo in cui ci sentiamo mentalmente.

E il rientro dalle vacanze può mettere insieme diversi di questi fattori contemporaneamente.

Il sonno c'entra qualcosa?

Molto più di quanto pensiamo.

Durante le vacanze gli orari possono cambiare parecchio e qualche variazione non è certo un problema.

Se però per diversi giorni dormiamo poco o anche solo in modo irregolare, possiamo accorgercene: la ricerca ha mostrato che la restrizione del sonno può influenzare diverse funzioni cognitive, tra cui attenzione, memoria e funzioni esecutive.

In particolare, l'attenzione sostenuta sembra essere particolarmente sensibile alla mancanza di sonno.

Ecco perché, quando ricominciamo a dormire con orari più regolari, possiamo avere bisogno di qualche giorno per sentirci nuovamente al massimo.

Anche lo stress del rientro può influenzare la concentrazione

C'è poi il grande classico di settembre: lo stress da rientro.

Durante le vacanze magari avevi smesso di controllare continuamente le email. Non avevi riunioni, nessuno ti chiedeva una risposta entro le 10.

Poi torni al lavoro e, improvvisamente, tutto ricomincia. Comprese le cose da recuperare e quelle rimandate.

È facile ritrovarsi con la testa piena ancora prima di aver iniziato davvero la giornata.

Quando abbiamo tanti pensieri che si accavallano, mantenere l'attenzione su un'unica attività può diventare più difficile.

Per questo il rientro non è soltanto un cambio di orari. È anche un cambio di ritmo mentale.

brain-fog-estivo

Perché sembra che il cervello sia più lento?

Questa è forse una delle sensazioni più fastidiose.

Sai perfettamente come svolgere un'attività, ma ci metti più tempo. Non ti vengono subito le parole per rispondere a un cliente. Oppure inizi a lavorare e continui a pensare a tutte le altre cose che dovresti fare.

Quando siamo stanchi o abbiamo dormito poco, alcune funzioni cognitive possono risultare meno efficienti.

La ricerca sul sonno ha evidenziato, per esempio, effetti sulla memoria di lavoro, sull'attenzione e sul funzionamento delle reti cerebrali coinvolte nei processi cognitivi.

Quindi quella sensazione di avere il “cervello lento” non significa che la nostra memoria o la nostra capacità di concentrarci siano peggiorate, ma che potremmo semplicemente essere stanchi.

E a volte la differenza si nota soprattutto quando torniamo a chiedere al cervello di lavorare a pieno ritmo.

Come ritrovare la concentrazione dopo le vacanze?

La tentazione, quando torniamo, è recuperare tutto immediatamente.

Comprensibile, ma probabilmente non è la strategia migliore. Ecco invece cosa dovresti fare…

Riprendi gradualmente i tuoi ritmi

Se puoi, evita di riempire il primo giorno di rientro con più attività di quante ne riusciresti normalmente a gestire.

Dopo una pausa, qualche giorno di riassestamento può essere perfettamente normale.

Torna a dormire a orari regolari

Non serve rivoluzionare la tua vita. Cerca semplicemente di tornare a una routine di sonno abbastanza stabile.

Prova a fare una cosa alla volta

Email aperte, notifiche, telefonate, social e dieci schede del browser contemporaneamente non aiutano proprio la concentrazione.

Quando possibile, prova a dedicare un po' di tempo a un'unica attività. Finiscila e solo dopo passa alla successiva.

Sembra banale, ma può fare una grande differenza.

Fai delle vere pause

Pausa non deve essere: prendere lo smartphone e iniziare a scorrere notifiche.

Alzati dalla scrivania, fai due passi, prendi un caffè o semplicemente guarda per qualche minuto fuori dalla finestra.

L'obiettivo è dare alla mente un momento di stacco.

Ricomincia a muoverti

Dopo settimane di ritmi rallentati, anche una semplice passeggiata può essere un buon modo per riprendere una routine attiva. Non serve iscriversi immediatamente in palestra o iniziare un allenamento estremo.

E l'alimentazione? Anche il cervello ha bisogno di nutrienti

Avresti mai detto che anche l'alimentazione ha il suo ruolo nella capacità di concentrazione?

Ebbene sì! Il cervello ha bisogno di energia e di nutrienti specifici per svolgere normalmente le proprie funzioni.

Tra i nutrienti studiati in relazione alla fisiologia del cervello ci sono gli Omega-3, in particolare il DHA.

DHA e cervello: perché gli Omega-3 sono così studiati?

Il DHA (acido docosaesaenoico) è un acido grasso Omega-3 presente in quantità elevate nel cervello e nelle membrane delle cellule nervose.

Proprio per il suo ruolo strutturale e fisiologico, è stato studiato molto nell'ambito della fisiologia cerebrale.

Secondo l’European Science Foundation il DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale, se assunto quotidianamente in quantità di almeno 250 mg. 

Questo, però, non significa che assumere DHA faccia automaticamente sparire la stanchezza mentale o migliori la concentrazione da un giorno all'altro.

Gli Omega-3 aiutano molto l’attività del cervello ma solo se accompagnati da un'alimentazione equilibrata, all'interno di uno stile di vita complessivamente sano.

Quando la difficoltà di concentrazione non va attribuita al rientro?

Sentirsi un po' distratti o mentalmente affaticati nei primi giorni dopo le vacanze può capitare.

Se però la difficoltà di concentrazione o memoria dura a lungo, peggiora oppure interferisce in modo significativo con la vita quotidiana, non è corretto attribuirla automaticamente al rientro dalle vacanze.

Lo stesso vale se compaiono altri sintomi o una stanchezza importante e persistente.

In questi casi è meglio parlarne con il proprio medico, che potrà valutare la situazione e le possibili cause.

Quindi, perché dopo le vacanze facciamo fatica a concentrarci?

Ormai l’avrai capito: il cervello deve cambiare ritmo. Non è rimasto fermo durante le vacanze, ma gli abbiamo chiesto di fare cose diverse.

Durante una giornata libera possiamo decidere quando uscire, cosa fare e quando fermarci.

Durante una giornata lavorativa, invece, dobbiamo ricordare appuntamenti, rispondere alle richieste, prendere decisioni, gestire informazioni e mantenere l'attenzione per molto tempo.

Sono ritmi completamente diversi. È quindi comprensibile che il passaggio dall'uno all'altro possa richiedere un po' di adattamento.

Per questo, quando arriva settembre, forse non dobbiamo chiedere al nostro cervello di fare tutto subito. Possiamo concedergli qualche giorno.

E, nel frattempo, tornare a dormire bene, mangiare in modo equilibrato, muoverci un po’, ridurre le distrazioni.

Perché il cervello non ha bisogno di ricominciare da zero, ha solo bisogno di ritrovare il suo ritmo.

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